Infiltrazioni mafiose: da sciogliere il comune di Salemi del sindaco Vittorio Sgarbi
Termina oggi la verifica disposta dall’ex Ministro degli Interni Roberto Maroni sul comune di Salemi, del quale è sindaco Vittorio Sgarbi. Secondo gli ispettori del ministero, il comune andrebbe sciolto per “infiltrazioni mafiose“. La verifica ha interessato soprattutto appalti e nomine nella sanità che ha portato al sequestro di 35 milioni di beni riconducibili a Giuseppe Giammarinaro, ex deputato regionale della Democrazia Cristiana. Secondo le indagini, Giammarinaro, nonostante l’indagine per mafia dalal quale era uscito pulito, aveva continuatio a fare il politico ad alto livello. E’ stato lui, infatti, ad appoggiare Sgarbi come candidato sindaco del comune di Salemi e, secondo quanto fatto sapere da Guardia di Finanza e Polizia, avrebbe cercato di condizionare la vita amministrativa del Comune arrivando a partecipare, senza alcun titolo, alle riunioni della giunta guidata dal critico d’arte. Sui rischi di infiltrazioni i magistrati hanno raccolto anche la testimonianza del fotografo Oliviero Toscani, che era stato nominato assessore da Sgarbi ma si era dimesso denunciando interferenze nella vita e nelle scelte dell’amministrazione comunale. Così Vittorio Sgarbi ha commentato la notizia: “Mi dimetto, anzi no. Nomino mio vice Giammarinaro e porto quegli ispettori in tribunale per diffamazione. Ho lavorato come un matto, ho io contrastato gli interessi mafiosi, come nel caso delle pale eoliche e ora mi attaccano. Sa che faccio? Nomino vice sindaco Pino Giammarinaro. e lui accetta continuerò a fare il sindaco”. E’ attesa per domani alle 12 la conferenza stampa di Vittorio Sgarbi nel castello in piazza Alicia.
M. Alberio
Leggi tutte le notizie della regione Cronaca
