Musica, file sharing in calo: l’ultima tendenza di business è la musica “legale”

Il mercato della musica digitale è ormai dilagato tanto da far segnare cifre spaventose. Secondo l’Ifpi – Internationa Federation of the Phonofgraphic Industry – l’anno scorso il giro d’affari della musica digitale legale ha superato i 5,2 miliardi di dollari in tutto il mondo. Con buona pace dei vari Megaupload e file sharing, sembra che gli utenti amino acquistare musica su internet tanto da far incrementare le vendite dell’8% rispetto al 2010. Un valore che equivale al 32% di tutti gli introiti delle case discografiche nel mondo. Addirittura negli Stati Uniti e in Corea del Sud ha superato il 50 per cento. I paesi nei quali la disponibilità di musica legale su internet è orami una realtà sono passati da ventitré a cinquantotto. Ma la cifra più significativa è forse quella degli utenti “paganti”, che ha toccato quota 13,4 milioni, segnando un +65% sull’anno precedente. Parlando di difesa del copyright, invece, i ricercatori dell’Ifpi hanno dichiarato che la pirateria rimane “un’enorme barriera per la crescita sostenibile” del business della discografia digitale. In tal senso hanno lodato le iniziative a difesa del copyright, una su tutte la Hadopi francese (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’internet), una legge, per molti incostituzionale, che impedisce l’utilizzo di internet e l’accesso ad una connessione a chi, per tre volte, viene colto in flagranza di reato per aver scaricato materiale protetto da copyright.

M. Alberio


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